Dic 25 2006
Quelle che noi chiamiamo idee
Nucleo incandescente
centro del pianeta e della vita sulla terra
magma fiammeggiante
penetra gli strati
emerge dal mare si alza nel cielo
prosegue nello spazio
la colonna si immerge lasciando un arcobaleno
le perle si infrangono
spuma sui corpi pei bimbi che giocano.
Nei primi giorni del 1995 vidi cadere una stella e mi venne un pensiero nuovo, un’ idea che non avevo mai avuto prima.
Da quel momento ho iniziato ad elaborare una composizione di pensiero contro intuitiva.
Mentre la stella cadeva…, io mi sentivo come fossi stato un tempo una palla di materia incandescente che veniva espulsa dal centro della terra e riusciva a bucare e viaggiare attraverso gli strati solidi (le rocce) e gli strati fluidi (l’acqua degli oceani) innalzando una fontana di colore blu, la stessa ricadeva nel mare e creava i flutti.
Questi si infrangevano in perle di spuma di colore verde smeraldo dal suono sciabordante sui corpi pei bimbi, la spuma al contatto con la pelle schiudeva il ritmo di suoni rassicuranti e benefici.
Ciò lo potrei ricollegare all’idea di una costellazione di neuroni i quali hanno in memoria l’esperienza della filogenesi e l’ ontogenesi della mia forma di vita.
Questa memoria non è consapevole e quindi può essere attivata da stimoli sensoriali quotidiani.
Questi stimoli non sono e non rappresentano solo ciò che convenzionalmente abbiamo definito, ma possono attivare costellazioni di memorie neurali vissute in uno stato di non consapevolezza, ovvero apprendimenti che non necessitano di essere consapevoli, ma ci possono aiutare nel riflettere ed elaborare quel materiale il quale contribuisce a generare quelle che noi chiamiamo idee.
Queste vanno lasciate fluire il più liberamente possibile, svincolate da concetti dominanti e convenzionali.
Il nostro presente-futuro è proprio nella capacità di superare i preconcetti anche quelli che si sono guadagnati un largo consenso in un tempo relativamente lungo.
Le vie dell’osservazione conducono l’umanità alla riconferma dei suoi limiti nell’interpretare i macro sistemi in quanto li riceviamo per mezzo dei nostri sensi i quali non si sono evoluti per avere un controllo sullo spazio galattico, ma si sono evoluti per una funzione ausiliare al sistema terra: l’adattamento degli individui all’ambiente esistente.
Le nostre straordinarie capacità creative ci consentono di effettuare astrazioni, misurazioni, valutazioni che ci portano spesso a risultati sorprendenti:arti e artefatti culturali.
Siamo riusciti ad ottenere questi risultati per tentativi di ripetute prove ed errori e la riflessione (studio)sui risultati ci porta alla scoperta delle leggi che regolano tali funzioni.
Quindi abbiamo utilizzato il nostro ingegno nel realizzare vari mezzi di codifica e decodifica affinché la combinazione di quegli elementi ripetesse una funzione accessoria ai nostri bisogni funzionali primari, ovvero indotti.


La tua intuizione scientifica è allo stesso tempo geniale e comprensibile da un vasto pubblico, sono davvero orgoglioso di averti conosciuto!
A presto, anzi all’11:)
mariodonato